‘LETTERE & TEATRO’

30 agosto 2011. “Alda Merini, le ragioni di una poesia”

E’ difficile parlare di Alda Merini,  cogliere la sua multiforme essenza, tentare di definire, cioè di circoscrivere con le parole, quello che è stato il magma ribollente di un’esistenza appassionata, di una vita in poesia. E’ stata una donna a cui è toccato in sorte il destino della poesia, un destino mai da lei tradito. Non è stata una letterata, Alda Merini, ma certo uno dei più veri poeti del Novecento. Pochi sono stati così profondamente poeti nel senso di una naturale necessità a trasformare in parole ogni esperienza, quasi ogni emissione di fiato. La scrittura poetica della Merini è fatta dalla sua vita, e viceversa. Impossibile porre barriere tra ciò che nella sua scrittura è vero e ciò che non lo è, separare la vita vissuta da quella sognata. Alda Merini è stata una voce che lucidamente si è lasciata abitare dall’ignoto, che ha proceduto dalle oscurità piuttosto che dalle troppe sapienze della mente, che ha saputo trascorrere tra dolori e deliri senza cedere al compiacimento.

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Scritto da Ornella il 01-09-2011 No Comments

21 agosto 2011. Ornella Fulco racconta “Accabadora”

Sesto ed ultimo appuntamento di Terrazza d’autore 2011, dedicato al libro narrato. Secondo una formula consolidata nel corso delle precedenti edizioni, Ornella Fulco ha raccontato “Accabadora” di Michela Murgia. Il libro della scrittrice sarda, vincitore del Premio Campiello 2010, racconta la storia di Maria Listru e di Bonaria Urrai, sua madre adottiva e accabadora del paese. Una storia affascinante e complessa che vede protagonista una delle innumerevoli figure della Sardegna arcaica: l’Accabadora. Questo termine, di origine castigliana, ha il significato di colei che pone fine, che fa terminare. Una storia per chi apprezza la poesia del silenzio. Un libro sul “confine”. Il confine tra vita e morte. Il confine tra natura e cultura. Il confine tra le cose che si fanno e quelle che non si fanno. Sullo sfondo la Sardegna degli anni Cinquanta: un mondo antico sull’orlo del precipizio, con le sue regole e i suoi divieti, una lingua atavica e taciti patti condivisi.

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Scritto da Ornella il 23-08-2011 No Comments

5 agosto 2011. “Inciampo non appena cammino lentamente”

Il quinto appuntamento di Terrazza d’autore 2011 è stato dedicato alla produzione poetica di Jumana Mustafa. Nata in Kuwait da una famiglia palestinese la poetessa ha vissuto in Giordania dove ha ricevuto la cittadinanza. Tre le sue raccolte pubblicate, “Estasi selvaggia”, “Dieci donne” e  “Una bellezza defunta vincerà la scommessa”. “Inciampo non appena cammino lentamente” raccoglie trentacinque poesie scelte dalle sue raccolte e revisionate dalla stessa autrice per essere tradotte in italiano. L’appuntamento, presentato da Stefania La Via,  ha visto la presenza della traduttrice italiana Bianca Carlino.

Letture a cura di Ornella Fulco.

Scritto da Ornella il 07-08-2011 No Comments

1 agosto 2011. Stefania La Via racconta “Il Gattopardo”

Il quarto appuntamento di Terrazza d’autore 2011, è stato dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Nella splendida cornice del Baglio Genuardi a Bonagia Stefania La Via ha raccontato “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. L’opera, capolavoro della narrativa del Novecento, uscì postuma nel 1958 e creò uno dei maggiori casi letterari del secondo dopoguerra. Un eccezionale successo di pubblico, culminato con l’assegnazione del Premio Strega e definitivamente consacrato nel 1963 dall’omonimo film di Luchino Visconti. La storia della società in Sicilia nel periodo tra lo sbarco delle truppe garibaldine e la fine del secolo XIX è rappresentata attraverso le vicende del principe Fabrizio Salina e del nipote Tancredi, l’uno chiuso in una sfiducia malinconica ed elegiaca nella storia e nelle sue possibilità di riscatto e di progresso, l’altro pienamente immerso nel vortice degli eventi per dirigerli e far sì che “tutto cambi per restare come prima”. Sullo sfondo l’irredimibile Sicilia, fatalista e immobile, attratta voluttuosamente, come il protagonista, dalla morte e dal nulla.

Letture a cura di Giovanni Barbera e Ornella Fulco.

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Scritto da Ornella il 03-08-2011 No Comments

24 luglio 2011. Nicola Augugliaro legge “Serisso”

Il testo si ispira a fatti realmente accaduti intorno al 1400 e, con ritmo coinvolgente, racconta la crudele vendetta di un corsaro trapanese nei confronti della moglie fedifraga. Sullo sfondo una Trapani in balia delle incursioni barbaresche. Amore, possesso, vendetta, smarrimento, sangue, morte, dolore. Una storia torbida che la memoria dei trapanesi sembra aver cancellato. Un oblio legato non solo allo scorrere inesorabile del tempo ma, forse, anche frutto di una rimozione collettiva. Ad introdurre la lettura di Nicola Augugliaro il talk a cura di Ornella Fulco con l’intervento della storica Giovanna Fiume che, proprio sull’argomento delle “schiavitù mediterranee”, ha dato alle stampe un volume edito da Bruno Mondadori.

Scritto da Ornella il 25-07-2011 No Comments

15 luglio 2011. Maria Antonietta La Barbera racconta Georges Bernanos

“Una finestra sulla notte. La scrittura-parola di un uomo libero”, questo il titolo del secondo appuntamento di Terrazza d’Autore condotto da Maria Antonietta La Barbera. Un viaggio intenso ed emozionante dedicato alla vita e alle opere di Georges Bernanos. Una scrittura che si fa parola “incarnata” e che tenta di rispondere ad una domanda quanto mai attuale: si può vivere da uomini liberi in una società sempre più dominata da condizionamenti di ogni tipo?

Scritto da Ornella il 17-07-2011 No Comments

9 luglio 2011. Rosalia Billeci racconta “Fuochi” di Marguerite Yourcenar

“Fuochi” si presenta come un lungo monologo sull’amore scandito da più voci. L’autrice affida a personaggi del mito l’analisi dell’amore totale, del rischio che esso esprime per sé e per l’altro, in una prosa tesa e ornata, che  verrà offerta al pubblico nella splendida traduzione della poetessa Maria Luisa Spaziani.

Voci: Rosalia Billeci e Stefania La Via. Accompagnamento musicale: Nicola Marchese e Samuel Giamfy

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Scritto da Ornella il 10-07-2011 No Comments

23 dicembre 2010. “Assaporo gioia”. Presentazione del libro del vescovo Francesco Miccichè

Trapani, Palazzo della Curia Vescovile. Introduce monsignor Liborio Palmeri. Presentazione a cura di Stefania La Via. Letture di Ornella Fulco.

La Poesia come stupore, la poesia come Parola di Dio tra gli uomini e come modo degli uomini di parlare a Dio. La Poesia come letizia, la Poesia come disvelamento di ciò che sta sotto la superficie delle cose. La Poesia come raccoglimento con se stessi e come apertura verso l’Altro. La poesia che rinnova le parole e riecheggia la Parola. La Poesia come… gioia di vivere, la Poesia da… assaporare.

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Scritto da Ornella il 24-12-2010 No Comments

11 dicembre 2010. “Dei Vizi e delle Virtù”, il tempo moderno. Recital di Renzo Cremona

“Non pensavo, guardando l’autunno coprire le foglie dei colori più belli, che quei rossi, gialli, marroni, non  fossero altro che il preannuncio di una morte in arrivo. stanchi della freschezza che del verde ci inebriava, ci sembrava bello quello che per gli alberi significava la fine…” (da “Disillusione” – “Dei Vizi e delle Virtù”, Renzo Cremona)

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Scritto da Ornella il 18-12-2010 No Comments

1 ottobre 2010. “Il Canone del Tè”. Reading con Renzo Cremona

“E’ l’alba primordiale, e noi cominciamo a parlare, lisci, ad apprendere ancora una volta la lingua che dell’acqua avevamo perduto, dei laghi stupefatti, della neve che riposa in un sonno pluviale sui crinali dei monti…” (da “Acqua” – “Il canone del tè”, Renzo Cremona)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il testo di una spettatrice che ha assistito al reading e ha voluto condividere con noi le sue emozioni.

“In piedi, appoggiata al muro, ho voglia di scivolare lentamente e sedermi sul pavimento; ma i miei cinquant’anni non mi danno il permesso. Eppure, sento che scivolare fino a posarmi per terra mi aiuterebbe: raccoglierei le ginocchia al petto, poggerei i gomiti sulle ginocchia, nasconderei la faccia tra le mani ed entrerei tutta dentro me stessa.
E sotto la potente suggestione delle poesie, sotto l’influsso magico della musica “ascosa”, dei profumi e sapori dei tè che mi vengono serviti in silenzio, forse riuscirei a ricordarmi la strada per tornare a quell’altrove dove non sono mai stata, a quella parte del mio passato che non ho mai vissuto e a riannodarmi al filo della mia poesia interrotta.
Una nostalgia struggente scende liquida dai miei occhi mentre sento fiorirmi in faccia un sorriso idiota. Il poeta e le sue vestali parlano della mia casa, del mio giardino, della mia vita perduta. Poi, si fermano per compiere il rito del tè.
E io lo so – perché lo vedo – che poeta e vestali sono sul palco di una sala conferenze, davanti ad un pubblico in religioso silenzio del quale faccio parte, ma “credo”: che stanno bevendo il tè in casa mia, nella mia vera casa, dove io non posso entrare.
L’ultima poesia; gli applausi soffocano le ultime note. Il pubblico si frammenta in piccoli gruppi: alcuni si scambiano le proprie impressioni, altri vanno a salutare il poeta, altri ancora si affrettano all’uscita rientrando poco dopo con dei libri in mano. Sembra che nessuno voglia andarsene.
Anch’io non ho voglia di andarmene, anch’io voglio salutare il poeta, confidargli le mie emozioni, la mia nostalgia; ma prima raggiungo la piccola folla assiepata appena fuori dalla sala e chiedo di acquistare “Il canone del tè”. Tutte le copie sono già esaurite; una delle vestali mi soccorre, suggerendomi “Tutti senza nome”. Prendo anche “Oz” e mi avvio trafelata verso il palco.
Raggiungo il poeta, mentre tiene fra le mani la mano di un vecchio signore dal sorriso beato, che gli sta dicendo qualcosa; altri sono già in attesa.
Finalmente riesco a farfugliare quello che sento e, inaspettatamente, il poeta mi risponde che le mie sono le emozioni che spera sempre di suscitare, soprattutto con “Il canone del tè”; mi scrive due meravigliose frasi d’augurio, una su ciascuno dei due libri che gli porgo: auguri di libertà, di spazio, di tempo, di silenzio. Lo ringrazio commossa. Vorrei dirgli che la mia vita è una continua lotta per la libertà, lo spazio, il tempo e il silenzio, ma di nuovo non mi do il permesso: non posso trattenere oltre la sua attenzione.
Arrivo a casa e trovo tutte le scuse per ritardare il momento di immergermi nella lettura. Ho paura: paura di restare delusa, paura di scoprire che, senza musica, senza bicchierini da tè, senza voci suadenti…
Alla fine cedo. E la magia ritorna: nuda, splendente”.

Scritto da Ornella il 02-10-2010 No Comments